John Smith: “Imperialism in the Twenty-First Century”

John Smith: “Imperialism in the Twenty-First Century”

Ma se il PIL è la vera misura del prodotto di una nazione, allora gli abitanti delle Bermuda, un “territorio britannico d’oltremare”, che nel 2006 vantava il più alto PIL pro capite al mondo, sono tra i membri più produttivi dell’ umanità. Questo paradiso fiscale ha sorpassato il Lussemburgo aggiudicandosi il primo posto dopo essere diventato una delle mete preferite per gli hedge fund rimasti senza casa dopo la distruzione del World Trade Center nel 2001, ed ha ricevuto un ulteriore impulso dalla devastazione di New Orleans da parte dell’uragano Katrina nel 2005. Il Financial Times ha riferito che “l’attività di riassicurazione delle Bermuda è aumentata enormemente. la rapida crescita e’ iniziata dopo gli attacchi dell’11 settembre del 2001 ed e’ ancora aumentata dopo l’uragano Katrina. Questi disastri hanno spinto verso l’alto il costo dei premi assicurativi agevolando hedge fund e gruppi di private equity a precipitarsi nel settore, nella speranza di trarre grossi profitti se i premi rimangono alti. Le Bermuda sono diventate la loro posizione privilegiata. Eppure, oltre a cocktail in bar sulla spiaggia e altri servizi turistici di lusso, e l’uscita di circa 1.500 Bermudiani impiegati in agricoltura e nella pesca, non si produce in Bermuda; e lo status ufficiale di “nazione più produttiva del mondo” si basa sulla presunta straordinaria produttività della propria comunità di espatriati di commercianti di hedge fund e banchieri offshore.
Milleseicento chilometri a sud-sud-ovest delle Bermuda si trova un’altra nazione, la Repubblica Dominicana (DR), che condivide l’isola di Hispaniola con Haiti, dove 154.000 lavoratori faticano per un tozzo di pane in cinquantasette zone di trasformazione per l’esportazione, la produzione di calzature e abbigliamento principalmente per il mercato nordamericano.

UNCTAD ha riferito nel 2013 che “circa l’ 80 per cento del commercio mondiale (in termini di esportazioni lorde) è legata alle reti internazionali di produzione delle multinazionali.

J.M.Keynes: “Liberalism and Labor”

J.M.Keynes: “Liberalism and Labor”

Per Keynes nel 1926 il problema politico era chiaro; era

“la combinazione di tre cose: l’efficienza economica, la giustizia sociale e la libertà individuale. La prima ha bisogno di coscienza critica, precauzione, e conoscenze tecniche; la seconda di uno spirito disinteressato ed entusiasta che si focalizzi sull’uomo comune; la terza di tolleranza, ampiezza di vedute, apprezzamento delle eccellenze di varietà e di indipendenza, preferendo, al di sopra di tutto, dare opportunità ai progetti eccezionali e a chi intraprende un’attivita’.”

Martin Wolf: “The Shift and the Socks”

Martin Wolf: “The Shift and the Socks”

Senza la crescita esplosiva nel commercio globale e particolarmente la crescita delle esportazioni e della produzione nei paesi emergenti, in particolare la Cina, la scala degli squilibri … non avrebbe potuto emergere. Questa rapida crescita del commercio … è stata anche associata ad un rapido spostamento della produzione dalle economie ad alto reddito ai produttori più economici a basso costo. La Cina è emersa nel corso di un tempo straordinariamente breve, come paese che vanta la più grande produzione del mondo ed e’ anche il più grande esportatore di beni. Questo è stato … reso possibile dalla facilità con cui il know-how puo’ essere trasferito attraverso le frontiere. Conseguenza in parte del sorgere di aziende globali integrate, che a loro volta erano il prodotto di liberalizzazione e di una migliore informazione e tecnologia delle comunicazioni.

da “Micromega: 4/2017” (Atkinson, 2015; Antonella Stirati 2013a e 2013b)

da “Micromega: 4/2017” (Atkinson, 2015; Antonella Stirati 2013a e 2013b)

La disoccupazione elevata in particolare ha un legame molto importante con la disuguaglianza: perché crea povertà, influenza negativamente i salari, e riduce la mobilità sociale. D’altra parte, pensare che la disoccupazione elevata possa essere affrontata unicamente con strumenti redistributivi, quali un reddito minimo garantito, è velleitario: semmai è vero il contrario, e cioè che solo bassi tassi di disoccupazione sono compatibili con strumenti generosi di sostegno al reddito di chi non lavora.

Paul Mason: “Post Capitalism: A Guide to Our future”

Paul Mason: “Post Capitalism: A Guide to Our future”

Il capitalismo industriale ha, nell’arco di 200 anni, reso il clima 0,8 gradi Celsius più caldo, ed è certo che salira’ due gradi sopra la media pre-industriale entro il 2050. Qualsiasi progetto che vada oltre il capitalismo deve plasmare le sue priorità in rapporto alla sfida urgente di fronteggiare il cambiamento climatico.

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A. Lowenstein: “Disaster Capitalism”

A. Lowenstein: “Disaster Capitalism”

La militarizzazione del Mediterraneo stava causando direttamente la morte di profughi in mare perché la Grecia e altri stati avevano avuto la relativa libertà di attuare politiche aggressive contro i richiedenti asilo, con la benedizione di Bruxelles. Martin Lemberg-Pedersen, professore assistente presso il Centro Avanzato Studi sulle Migrazioni presso l’Università di Copenaghen ed esperto di sicurezza della politica europea di immigrazione, ha detto all’ Inter Press Service che “la primavera araba ha portato con sé la caduta dei dittatori, che fino a quel momento erano stati alleati chiave finanziati dall’UE, per il contenimento dei migranti sub-sahariani e del Medioriente prima che potessero raggiungere il territorio europeo. “Da allora, ha detto, “sembra che l’Unione europea abbia cercato di stabilire analoghi sistemi di controllo. L’UE è diventata centrale nel finanziare, incoraggiare, e fare pressione nei paesi dell’UE per isolare e imprigionare i richiedenti asilo. Nel gennaio 2013, Frontex ha riconosciuto che essa lavorava con i leader mondiali produttori di armi e di sistemi di sicurezza, come Lockheed Martin e L-3 Communications, per trovare nuovi modi per respingere i profughi provenienti dal Nord Africa e del Medio Oriente. il monitoraggio e la documentazione sui migranti ha generato una grande industria. L’UE ha guidato la carica collaborando con le aziende che sono state molto disponibili a sviluppare e affinare metodi per respingere le orde di disperati. “Smart Borders” (Frontiere intelligenti) è stato uno strumento per identificare coloro che avevano il visto scaduto, che ha usato la biometria e organizzato EUROSUR, il sistema per la sorveglianza delle frontiere europee esterne, che è stato progettato per costruire la cooperazione tra Frontex e le nazioni della UE. Le francesi Thales e Sagem, principali società di difesa, sono state al centro di questo approccio alla sicurezza e alla protezione delle frontiere, attuata da una élite di Bruxelles che ha mostrato poco interesse nell’affrontare le cause alla radice dei flussi migratori. E ‘stato molto più facile militarizzare la procedura, incrementando nel processo la linea di fondo di una società . Il risultato e’ stato “Fortress Europe” (la Fortezza Europa).
Inoltre, l’UE stava favorendo un’industria fiorente che produce droni per monitorare i confini dell’Europa. Nel 2010, Frontex ha tranquillamente pubblicato sul suo sito web un messaggio che manifesta interesse nella dimostrazione di piccoli UAV (veicoli aerei senza equipaggio) e impianti fissi per la sorveglianza dei confini.
Il Progetto pace e sicurezza, fondato dall’Istituto di Studi per la Pace, nel 2014 ha rilasciato un rapporto che evidenziava il massiccio sostegno di Bruxelles “per rimuovere gli ostacoli normativi e tecnici che attualmente limitano il volo di droni nello spazio aereo civile”. ha dichiarato che almeno 315 milioni di euro di finanziamenti per la ricerca dell’Unione europea “sono stati assegnati a progetti basati su droni, molti dei quali sovvenzionano le più grandi industrie della difesa e della sicurezza in Europa e sono orientati verso lo sviluppo e la valorizzazione di strumenti per la sorveglianza delle frontiere e l’applicazione della legge”.
Privatizzare la sicurezza nei centri di detenzione greci è stato solo il primo passo; le multinazionali britanniche G4S, Mega Sprint guard, JCB Security, Facility, e la svedese Systems Security si sono tutte proposte quando sono state aperte le offerte nel 2014. Anche se l’UE ha dato agli stati-nazione milioni di euro ogni anno per assistere il processo di accoglienza dei richiedenti asilo, in realtà la Grecia ha speso la stragrande maggioranza della sua quota nel 2013 sui centri di sicurezza delle frontiere e di detenzione.

Jeremy Rifkin: “The Zero Marginal Cost Society: The Internet of Things, the Collaborative Commons, and the Eclipse of Capitalism”

Jeremy Rifkin: “The Zero Marginal Cost Society: The Internet of Things, the Collaborative Commons, and the Eclipse of Capitalism”

Una societa’ a costo marginale vicino allo zero è lo stato di efficienza ottimale per promuovere il benessere generale e rappresenta il trionfo finale del capitalismo. Il suo momento di trionfo, però, segna anche la sua inevitabile uscita dalla scena mondiale. Mentre il capitalismo è ben lungi dall’ uscire dal mercato, è evidente che in quanto ci porta sempre più vicino a una societa’  a costo marginale vicino allo zero, la sua abilità una volta indiscussa è in diminuzione, aprendo la strada a un modo completamente nuovo di organizzare la vita economica in un’epoca caratterizzata dall’ abbondanza piuttosto che dalla scarsità.

David Bowers: “Watch Out as Sovereigns Eye Company Cash Piles”

David Bowers: “Watch Out as Sovereigns Eye Company Cash Piles”

Molto è stato scritto su come il mondo sviluppato debba affrontare i suoi deficit di bilancio strutturali. Ma il legame che deve ancora essere adeguatamente riconosciuto è che le controparti relative a tali deficit di bilancio “insostenibile” del settore pubblico sono anch’esse eccedenze aziendali “insostenibili” del settore … Il problema non è che i governi hanno speso “troppo”; è che le imprese hanno speso “troppo poco”.
Inoltre, poiché questo risparmio aziendale è la controparte principale all’indebitamento del governo, fino a quando le aziende inizieranno a spendere di nuovo, il peso della regolazione fiscale dovrà cadere su tagli nei servizi pubblici e una maggiore tassazione personale.

David Harvey: “The Enigma of Capital”

David Harvey: “The Enigma of Capital”

Il punto della politica rivoluzionaria non è quello di proteggere l’ordine antico, ma di attaccare direttamente le relazioni di classe e le forme capitalistiche del potere statale. Le trasformazioni rivoluzionarie non possono essere realizzate senza cambiare minimamente le nostre idee, abbandonare le nostre credenze e pregiudizi, rinunciare a varie comodità e diritti quotidiani, sottoporci ad un nuovo regime quotidiano, cambiando i nostri ruoli sociali e politici, riassegnando i nostri diritti, doveri e responsabilità e alterare i nostri comportamenti per meglio adattarsi alle esigenze collettive e ad una volontà comune.
Il mondo intorno a noi – le nostre geografie – deve essere radicalmente modificato, così come le nostre relazioni sociali, il rapporto con la natura e tutte le altre sfere d’azione nel processo co-rivoluzionario. È comprensibile, in una certa misura, che molti preferiscano una politica di negazione a una politica di confronto attivo con tutto ciò. Sarebbe anche confortante pensare che tutto questo potesse essere compiuto pacificamente e volontariamente, che avremmo spogliato noi stessi, per così dire, di tutto ciò che ora ci impedisce di creare un ordine sociale piu’ solido ed equo. Ma sarebbe ingenuo immaginare che tutto questo si potrebbe realizzare senza nessuna lotta attiva né forme di violenza. Il capitalismo è entrato nel mondo, come disse una volta Marx, bagnato di sangue e di fuoco. Anche se potrebbe essere possibile fare un lavoro migliore agendo dall’interno piuttosto che entrando da fuori, le probabilità sono pesantemente contrarie a qualsiasi passaggio puramente pacifico verso la terra promessa.

Gordon Brown, speech to Mansion House dinner, London, 20 June 2007 (a week before he succeeded Tony Blair as prime minister, and six weeks before the beginnings of the global financial crisis)

Gordon Brown, speech to Mansion House dinner, London, 20 June 2007 (a week before he succeeded Tony Blair as prime   minister, and six weeks before the beginnings of the global financial crisis)

Questa è un’epoca che la storia ricorderà come l’inizio di una nuova età dell’oro per la City di Londra, e voglio ringraziarvi per quello che state ottenendo. E credo che la lezione che impariamo dal successo della City ha ramificazioni ben oltre la city stessa – che stiamo conducendo perche’ siamo i migliori a mettere in atto esattamente quell’insieme di qualità necessarie per il successo globale.