Ciò che è più inquietante in questa narrazione è che stiamo assistendo all’inesorabile ritorno della disuguaglianza, nonostante l’evidenza dei suoi effetti corrosivi sulle società e nonostante le lezioni della storia. Potrebbe essere un destino inevitabile? Siamo forse condannati ad aspettare la prossima guerra o, in mancanza di questa, il collasso della civiltà? Perché le élite non fanno nulla, nonostante sia ovvio che anche loro soffriranno di questi due esiti catastrofici?
È particolarmente interessante notare che in entrambi gli scenari di collasso delle società disegualitarie (carestia tra la gente comune o collasso della natura), le élite, protette dalla loro ricchezza, non subiscono immediatamente i primi effetti del declino. Non avvertono gli effetti di un disastro se non molto tempo dopo la maggior parte della popolazione o molto tempo dopo la distruzione irreversibile degli ecosistemi – in altre parole, troppo tardi. “Questa riserva di ricchezza consente alle élite di continuare a “fare affari come al solito” nonostante l’imminente catastrofe”.10
Inoltre, mentre alcuni membri della società lanciano l’allarme per indicare che il sistema si sta dirigendo verso un collasso imminente e propugnano un cambiamento sociale strutturale, le élite e i loro sostenitori sono accecati dal lungo e apparentemente sostenibile periodo che precede il collasso e lo prendono come una scusa per non fare nulla.