La verità verrebbe a galla non solo perché i politici non riescono ad affrontare i problemi, ma anche perché sono loro stessi complici nel crearli e aggravarli.
Ma non si tratta solo di politici che si abbandonano alla propaganda allarmistica sull’immigrazione e alla ricerca di capri espiatori tra gli immigrati per vincere le prossime elezioni. Si tratta anche di gruppi di interesse come i sindacati e le lobby imprenditoriali che esagerano i danni – o i benefici – della migrazione. Si tratta di agenzie delle Nazioni Unite come l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) e l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) che esagerano o travisano i numeri di migranti e rifugiati nel tentativo di generare pubblicità e finanziamenti. Si tratta di politici che ritraggono migranti e “falsi” richiedenti asilo come ladri di posti di lavoro o approfittatori del welfare, per distogliere l’attenzione dalle vere cause del calo della sicurezza del lavoro, della stagnazione salariale, della crescente insicurezza finanziaria e dell’aumento dei costi di istruzione, alloggio e assistenza sanitaria. Si tratta di lobby aziendali che ritraggono i migranti come eroi, capaci di garantire alle nazioni la competitività nella corsa globale ai talenti. E di organizzazioni umanitarie che negano ai migranti e ai rifugiati la capacità di pensare con la propria testa e di agire nel proprio interesse, dipingendoli unilateralmente come vittime da salvare da trafficanti e contrabbandieri. E di attivisti climatici che strumentalizzano la questione migratoria e fabbricano miti su ondate di rifugiati climatici per sostenere la loro (altrimenti giustificata) tesi a favore di una drastica riduzione delle emissioni di gas serra.