L’espansione dell'”UE competitiva” non sarà quindi un processo lineare. Potrebbe rappresentare una di quelle occasioni che creano opportunità di trasformazione. Se vogliamo un futuro in cui prosperità e democrazia per tutti siano al centro della politica europea e in cui si possa affrontare efficacemente la crisi climatica, allora l’UE nella sua forma attuale non è il modello giusto, non è la forma di cooperazione adatta, né la configurazione statale ideale. Come dimostra la mia analisi, abbiamo bisogno di un’alternativa sistemica. La sfida sarà quella di trovare altre forme di cooperazione con nuovi obiettivi e con nuovi mezzi: istituzioni saldamente fondate sui principi della democrazia e dei diritti sociali. Dobbiamo instaurare relazioni transfrontaliere che non distruggano la democrazia in nome della competitività, ma che la amplino e la rafforzino per creare un futuro verde, prospero e democratico non per una ristretta élite, ma per tutti.

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