Il compito fondamentale consisteva nel convincere le aziende tecnologiche ad abbandonare lo sviluppo di prodotti destinati a sostituire i lavoratori umani, orientandosi invece verso soluzioni in grado di potenziare le competenze delle persone e accrescerne la produttività. Quando l’intelligenza artificiale potenzia le capacità umane, consentendo alle persone di compiere attività in precedenza impossibili, esseri umani e macchine si completano a vicenda; al contrario, quando l’IA replica e automatizza le capacità umane esistenti, le macchine diventano sostituti più efficienti del lavoro umano: i lavoratori perdono così potere contrattuale, sia sul piano economico che su quello politico, diventando sempre più dipendenti da chi detiene il controllo della tecnologia. Per dirla in termini più evocativi, si delinea una distopia tecnologica di stampo capitalista.
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