Poiché la terra è finita, è ovvio che ci sono limiti biofisici assoluti all’accumulazione di capitale. Nonostante lo sappia, il capitale è incapace di autolimitarsi. Al contrario, il capitale tenta costantemente di superare questi limiti solo per aumentare la propria distruttività contro la società e la natura. Da qui nasce la “necessità del controllo sociale” per porre fine alla tendenza dispendiosa e distruttiva dello sviluppo capitalista per il bene della sopravvivenza umana e della preservazione dell’ambiente naturale. Tale pianificazione sociale della produzione è, tuttavia, incompatibile con la logica di base della produzione capitalista.
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