È – in riferimento all’emergenza climatica – ‘sia una forma di resistenza logica, giustificabile ed efficace, sia un affronto diretto alla sacralità della proprietà capitalista’. Una raffineria privata di elettricità, una scavatrice a pezzi: l’incagliamento dei beni è possibile, dopotutto. La proprietà non sta sopra la terra; non esiste una legge tecnica, naturale o divina che la renda inviolabile in questa emergenza. Se gli stati non possono di loro iniziativa aprire le recinzioni, altri dovranno farlo per loro. O la proprietà ci costerà la terra.

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